Articoli Primo Piano

Mps-Generali: la posta in gioco sul controllo del risparmio italiano

Condividi su

Il 10 settembre l’assemblea straordinaria di Intesa Sanpaolo ha approvato, con il 96,96% dei voti, l’aumento di capitale – fino a 5,7 miliardi di nuove azioni – al servizio dell’offerta pubblica di acquisto e scambio (Opas) su Mps. Il piano di Intesa prevede in una fase successiva il coinvolgimento di Unipol, con l’obiettivo di costituire, attorno a Mps, il secondo gruppo bancario italiano.

Al centro della partita c’è Generali, di cui Mps detiene poco più del 13% attraverso Mediobanca. Nell’ambito della doppia offerta pubblica di scambio (Ops) su Banco Bpm e Banca Generali, Mps propone ai soci una distribuzione straordinaria di 4 miliardi: circa 1 miliardo in contanti e circa 3 miliardi in azioni Generali, pari a circa il 4,5% del capitale della compagnia. La distribuzione va approvata dall’assemblea Mps del 29 ottobre ed è condizionata al successo di almeno una delle due offerte. Se attuata, la quota di Mps in Generali scenderebbe all’8,8% e la banca senese, osserva Il Sole 24 Ore, cesserebbe di esserne il primo azionista stabile, con effetti sugli equilibri di governance della compagnia.

L’istruttoria Antitrust

Come riportato da Affari Italiani il 15 settembre, l’Autorità garante della concorrenza e del mercato ha avviato un’istruttoria, ai sensi dell’art. 16, commi 4 e 6, della legge 287/1990, sull’acquisizione del controllo esclusivo di Mps da parte di Intesa Sanpaolo tramite l’Opas annunciata l’8 giugno. L’Autorità verificherà gli effetti sulla concorrenza in numerosi mercati bancari e assicurativi, locali e nazionali.

Il progetto alternativo di Lovaglio

In un’intervista a la Repubblica del 14 settembre, l’amministratore delegato di Mps, Luigi Lovaglio, ha presentato la doppia Ops su Banco Bpm e Banca Generali come alternativa industriale all’offerta di Intesa Sanpaolo. Secondo Lovaglio, il progetto non smembra la banca ma la rafforza all’interno di un gruppo più ampio, con maggiore capacità nel credito, nel risparmio gestito, nell’assicurazione e nella consulenza. L’amministratore delegato ha richiamato la complementarità territoriale delle due reti – Bpm più presente al Nord, Mps al Centro e al Sud – e ha prospettato agli azionisti, oltre alla distribuzione straordinaria, distribuzioni complessive superiori a 30 miliardi entro il 2030.

La posizione di Unipol

Carlo Cimbri, presidente di Unipol, in un’intervista al Sole 24 Ore del 28 agosto ha sostenuto il progetto di Intesa. Secondo Cimbri, Mps sarà capofila del secondo gruppo bancario italiano, da realizzare con l’aggregazione con Bper entro il 2028. Il marchio Mps, che Cimbri considera più riconosciuto di quello di Bper, sarà mantenuto e la sede centrale resterà a Rocca Salimbeni, a Siena. Cimbri ha escluso uno smembramento della banca e ha assicurato il sostegno alle iniziative sul territorio.

Le perplessità sulla fattibilità

L’economista Marcello Messori, già presidente di Assogestioni, in un’intervista a la Repubblica del 15 settembre ha espresso dubbi sulla realizzabilità del piano Lovaglio. Il primo ostacolo è l’assemblea straordinaria di Mps, che richiede una maggioranza di circa due terzi dei voti: un risultato difficile se i due maggiori soci, Delfin e il gruppo Caltagirone, divisi in passato sulle strategie relative a Mediobanca e Generali, votassero in modo opposto. Pesa anche la posizione degli investitori istituzionali, titolari di circa il 36% del capitale: molti sono anche azionisti di Intesa Sanpaolo e ne hanno appena approvato l’aumento di capitale. Messori richiama infine il ruolo di Crédit Agricole, che detiene circa il 30% di Banco Bpm, e stima in 250-300 le filiali in sovrapposizione che un’integrazione Mps-Bpm richiederebbe di cedere per ragioni antitrust.

Il nodo Generali

Resta da chiarire quali siano le intenzioni di Intesa Sanpaolo su Generali e sulle sue partecipazioni. Messina ha definito la partecipazione di natura finanziaria, senza interferenze nella gestione. Il Sole 24 Ore pone però una questione più ampia: dove sarà gestito il risparmio raccolto dal gruppo assicurativo e se l’Italia manterrà centri decisionali, capitali e infrastrutture finanziarie in grado di competere con Francia, Germania e Spagna.

Elementi ancora in sospeso

  • Ivass: l’Autorità aveva autorizzato Mps a detenere, tramite Mediobanca, una partecipazione qualificata in Generali fino a circa il 13%; con la discesa all’8,8% potrebbe essere necessaria una nuova valutazione.
  • Antitrust: istruttoria aperta sull’Opas Intesa-Mps, estesa a mercati bancari e assicurativi.
  • Governance: Lovaglio (Mps) utilizza parte della quota Generali come leva per ottenere il consenso dei soci alla doppia Ops; Messina (Intesa) definisce la partecipazione di natura finanziaria, senza interferenze gestionali.
  • Governo: la presidente del Consiglio Meloni mantiene una linea di neutralità; il governo dispone comunque del golden power.

La proposta di Valore Lavoro

Posizione editoriale autonoma della redazione di Valore Lavoro

Nel caso in cui la difesa elaborata da Lovaglio vada a buon fine, Valore Lavoro propone che, a valle delle Ops su Banco Bpm e Banca Generali, un’ulteriore quota della partecipazione in Assicurazioni Generali sia distribuita a tutti gli azionisti del nuovo gruppo, estendendo il criterio già adottato da Mps. La proposta parte da una lettura della combinazione Mps-Bpm: reti territoriali in larga parte complementari, a fronte di un valore patrimoniale detenuto in misura rilevante attraverso partecipazioni. Un’ulteriore distribuzione delle azioni Generali servirebbe a riequilibrare il rapporto tra il valore patrimoniale accumulato, anche tramite partecipazioni indirette, e il radicamento sul territorio, e potrebbe costituire per Mps un’ulteriore risposta al mercato.

Fonti

  • Il Sole 24 Ore, 28 agosto 2026 — intervista a Carlo Cimbri (Unipol)
  • Il Sole 24 Ore, 15 settembre 2026 — Fabio Tamburini (Intesa Sanpaolo, Messina, Generali)
  • la Repubblica, 14 settembre 2026 — intervista a Luigi Lovaglio
  • la Repubblica, 15 settembre 2026 — intervista a Marcello Messori
  • Affari Italiani, 15 settembre 2026 — Emma Rossi, “Mps, l’Antitrust avvia un’istruttoria sull’Opas di Intesa”
  • Milano Finanza, 21 agosto 2026 — dettagli della doppia Ops Mps e della distribuzione straordinaria
  • Forbes Italia, 10 settembre 2026 — esito dell’assemblea straordinaria di Intesa Sanpaolo

Condividi su

Potrebbe piacerti...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *