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Nouvelle vague

Richard Linklater, Nouvelle vague, 2025, numerosi consensi a Cannes, pieno di premi César 2026. Il piacere dell’equivalenza: la ricostruzione dell’esordio di Jea-LucGodard come regista con il film A’ bout de souffle nel 1959 è così perfetta da creare un effetto madeleine nello spettatore appassionato, e memore, del celebre movimento cinematografico (e letterario). Ci sono tutti: registi, attori, critici, produttori, cantanti di allora e ognuno in odore di rivoluzionario incorreggibile. Ma èqui che manca qualcosa, lo sguardo e l’atteggiamenti di ricerca inquieta, lo spaesamento esistenziale che Roberto Rossellini aveva risvegliato nel mondo del cinema con il suo Viaggio in Italia(1953) e che la Parigi del cinema aveva consapevolmente accolto e, per ultimo, proprio Jean-Luc Godard, il più rivoluzionario e irrequieto del movimento ‘Nouvelle Vague’.

Giusi Checcaglini

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