
Sintesi della Ricerca sullo Sportello CGIL Stranieri
Introduzione e Contesto della Ricerca
Circa un anno fa, su invito della Psicoterapeuta Dr. Anna Russo a cooperare per una ricerca presso lo Sportello CGIL Stranieri, i professori di Antropologia culturale e politica Luca Jourdan e Valerio Romitelli dell’Università di Bologna hanno proposto agli studenti e alle studentesse della facoltà la costituzione di un gruppo di ricerca dedicato a questo osservatorio strategico della città.
Il presente lavoro nasce quindi come proposta congiunta tra il gruppo di psicologhe dell’APS Valore Lavoro e APAD (dott.ssa Ambra Cavina e dott.ssa Anna Russo e due psicologhe tirocinanti rispettivamente presso l’Università di Bologna e l’Università di Padova) con il gruppo di ricerca antropologica coordinato dai professori Jourdan e Romitelli con studentesse e studenti del Dipartimento di Storia, Culture e Civiltà dell’Università di Bologna.
Obiettivi e Struttura della Ricerca Antropologica
La ricerca antropologica ha perseguito obiettivi di natura pedagogica, scientifica e applicativa:
- Pedagogico: offrire ad aspiranti antropologhe e antropologi l’opportunità di condurre un’esperienza di ricerca sul campo attraverso interviste faccia a faccia con gli utenti dello Sportello, acquisendo competenze metodologiche concrete e riflessive;
- Scientifico-epistemologico: indagare i modi di pensare, le rappresentazioni del mondo e gli universi simbolici dei migranti frequentanti lo Sportello, verificando l’ipotesi dell’esistenza di visioni condivise e di nuclei tematici trasversali;
- Interdisciplinare e comparativo: sperimentare un confronto fecondo tra l’approccio psicologico e quello antropologico rispetto al complesso e attuale fenomeno delle migrazioni, integrando prospettive complementari;
- Applicativo e politico: contribuire alla conoscenza del fenomeno migratorio e alle politiche di accoglienza a esso correlate, fornendo materiale empirico e interpretativo utile alle istituzioni e agli operatori del territorio.
Dopo una formazione iniziale su metodo, approccio e campo di inchiesta, si è costituito un gruppo di una decina di studenti e studentesse che ha condotto, tra l’autunno e l’inverno 2025, 17 interviste in profondità (della durata di oltre un’ora ciascuna) con un campione di migranti frequentanti lo Sportello CGIL per Stranieri di Bologna, presidio attivo dal 1987 che gestisce circa 19.000 utenti all’anno.
Ne è seguita una fase prolungata di analisi dettagliata del contenuto, incentrata soprattutto sulle parole degli intervistati. La scommessa iniziale sull’esistenza di modi di pensare condivisi si è rivelata per lo più vincente e convincente, confermata nella discussione finale svoltasi presso la sede della CGIL Bologna con i gestori dello Sportello e altri responsabili del sindacato.
La Ricerca Psicologica: Metodologia, Fasi e Quadro Teorico
La ricerca psicologica si è sviluppata nell’arco di 9 mesi, articolandosi in una serie di fasi successive e integrate:
Fase 1: Inquadramento teorico e metodologico
In una prima fase, è stata condotta una revisione approfondita della letteratura scientifica e una definizione del quadro teorico di riferimento, che ha integrato:
- Il modello bio-psico-sociale di Engel
- Il modello di acculturazione di Berry (stress da acculturazione)
- Contributi dall’etnopsichiatria e dalla psicologia transculturale (Tobie Nathan, Marie Rose Moro)
- Gli studi di Roberto Beneduce e Chiara Decorte
- I contributi di Mario Paniccia e De Micco, rivelatisi particolarmente utili per interpretare l’esperienza istituzionale dello Sportello
Fase 2: Raccolta dati – Interviste all’utenza
La ricerca si è quindi articolata in due modalità di raccolta dati parallele:
Interviste all’utenza: Sono stati coinvolti 29 utenti (16 uomini e 13 donne, età media 38,5 anni, provenienti da 19 paesi diversi) attraverso:
- Colloqui psicologici semi-strutturati di durata variabile
- Somministrazione di un questionario standardizzato
I colloqui erano orientati a esplorare il benessere psicologico, i vissuti migratori, le esperienze di accoglienza e le aspettative rispetto al futuro.
Fase 3: Focus group con gli operatori
Parallelamente, sono stati realizzati tre focus group con gli operatori dell’accoglienza dello Sportello per:
- Esplorare le loro esperienze e percezioni del lavoro quotidiano
- Identificare le criticità e le risorse del servizio
- Comprendere le dinamiche relazionali tra operatori e utenti
Fase 4: Analisi e elaborazione dei dati
Nella fase conclusiva è stata condotta un’analisi quantitativa e qualitativa integrata dei dati raccolti, combinando approcci statistici e analisi tematica del contenuto narrativo.
Il Benessere Psicologico: Risultati della Scala di Ryff
Per valutare il benessere psicologico è stata utilizzata la Scala del Benessere Psicologico di Ryff (versione a 18 item), che indaga sei dimensioni fondamentali:
- Autonomia: capacità di compiere scelte basate sui propri valori
- Padronanza ambientale: capacità di gestire le difficoltà quotidiane e cogliere opportunità
- Crescita personale: sensazione di continuo sviluppo e arricchimento
- Relazioni interpersonali positive: capacità di instaurare legami significativi
- Scopo nella vita: presenza di obiettivi e di una direzione esistenziale
- Accettazione di sé: atteggiamento positivo verso i propri pregi e difetti
I risultati quantitativi hanno mostrato un livello di benessere mediamente alto. Le dimensioni più robuste risultano essere la crescita personale e lo scopo nella vita, mentre padronanza ambientale, autonomia e accettazione di sé appaiono leggermente più fragili. Un dato rilevante emerge dal confronto di genere: gli uomini ottengono punteggi mediamente superiori alle donne in quasi tutte le dimensioni, ad eccezione della crescita personale.
L’Analisi Qualitativa: Narrazioni, Vissuti e Nuclei Ricorrenti
L’analisi qualitativa dei colloqui ha rivelato una complessità emotiva che i dati numerici non sempre catturano pienamente. Durante le interviste sono emersi momenti di forte intensità emotiva (pianti, silenzi, blocchi), spesso legati a traumi passati, quali la perdita di familiari durante il viaggio migratorio.
I nuclei tematici ricorrenti che hanno attraversato trasversalmente i colloqui sono:
- La separazione familiare e la solitudine migratoria
- La responsabilità economica verso la famiglia rimasta nel paese d’origine
- La centralità del lavoro come fattore identitario e di sostentamento
- La dequalificazione professionale rispetto alle competenze possedute
- L’esperienza della discriminazione in varie forme
- La ricerca di stabilità abitativa e documentale
- Il vincolo transgenerazionale (progetti e speranze per le generazioni future)
- Il bisogno intrinseco di raccontarsi e di essere ascoltati
L’Analisi Antropologica: Reti, Barriere e Spazi Relazionali
L’analisi antropologica ha individuato come temi principali emersi dalle narrazioni:
L’importanza delle reti sociali
Il “passaparola” e il capitale sociale risultano fondamentali per l’inserimento nel territorio e nel mercato del lavoro. Le reti informali costituiscono spesso il canale principale attraverso il quale i migranti accedono a informazioni, opportunità lavorative e supporto pratico.
Mobilità e trasporti
La mancanza di trasporti pubblici adeguati e la difficoltà di ottenere la patente di guida rappresentano ostacoli sistematici all’autonomia e all’inserimento lavorativo. La patente è significativamente percepita come un vero e proprio “rito di passaggio” verso l’integrazione nel territorio.
La barriera linguistica
La conoscenza dell’italiano è cruciale per l’integrazione (“se sai l’italiano sei proprio dentro”), secondo le parole degli stessi intervistati. Tuttavia, è stata segnalata una forte e preoccupante carenza di corsi di lingua accessibili e adeguati alle esigenze specifiche dei migranti.
Il ruolo dello Sportello CGIL
Lo Sportello è percepito non solamente come un luogo per l’espletamento di pratiche burocratiche, ma come uno “spazio relazionale” e di fiducia, capace di colmare significativamente le lacune del sistema pubblico e di offrire quella prossimità che le istituzioni formali spesso non garantiscono.
Visione del Mondo e Dinamiche di Accoglienza
L’analisi ha approfondito la “visione del mondo” dei migranti intervistati, contrapponendola a quella dominante nell’opinione pubblica italiana, spesso caratterizzata da sovranismo e difesa delle identità locali.
I migranti mostrano una visione “aperta” (open society e open world), in cui la mobilità è accettata come condizione strutturale della contemporaneità. Questa visione è paragonabile (seppur con le dovute differenze di privilegio) alla mobilità dei grandi capitali finanziari (es. BlackRock) o del turismo globale, rivelando una consapevolezza della natura interconnessa del mondo contemporaneo.
È stata inoltre evidenziata la dialettica problematica tra accoglienza (spesso carente) e respingimento (praticato in modo non sempre esplicito o legittimato istituzionalmente). In questo contesto, chi opera nell’accoglienza, come lo Sportello CGIL, rischia di assumere il ruolo di “tappabuchi”, compensando le inefficienze delle istituzioni pubbliche. È stata pertanto sottolineata la necessità per gli operatori di rivendicare la propria autonomia e mantenere una capacità critica, denunciando pubblicamente le carenze sistemiche (come le criticità legate al funzionamento delle Questure).
Conclusioni e Prospettive Future
Il convegno conclusivo, svoltosi presso la sede della CGIL Bologna, ha rappresentato un momento di riconoscimento istituzionale del valore del lavoro svolto dagli operatori dello Sportello e della ricerca condotta dagli studenti e dalle studentesse coinvolti.
La ricerca ha restituito “dignità” alle persone accolte, dando voce autentica alle loro esperienze, narrativi e aspirazioni. Lo Sportello CGIL è stato riconosciuto come l'”avanguardia del sindacato”: un modello di prossimità e tutela che travalica la semplice assistenza burocratica, operando anche sul territorio (stazioni, aeroporti) per intercettare proattivamente i bisogni dei lavoratori stranieri.
È previsto un saggio sintetico conclusivo che integri ulteriormente i risultati di entrambi gli approcci di ricerca, consolidando i contributi teorici e applicativi emersi da questa esperienza interdisciplinare e partecipativa.
