Pubblichiamo la lettera scritta da un membro della segreteria tecnica del Coordinamento tedesco per il NO sull’esito della recente consultazione referendaria tra i nostri connazionali residenti all’estero
Carissimi* amici* e compagn*,
ormai sono vuote le bottiglie stappate per brindare a una vittoria “per distacco” (come si dice in gergo sportivo), peraltro molto meritata e combattuta fino all’ultimo, ed è doverosa qualche analisi dei pochi numeri di cui disponiamo, per tentare un bilancio più realistico possibile, a futura memoria, del ruolo giocato dal voto all’estero e, in questo quadro, del voto degli italiani in Germania.
- La partecipazione al voto è stata la sorpresa principale di questo referendum, che ha riguardato anche il voto estero.
All’estero ha votato il 26,03 degli aventi diritto, ovvero 1.426.284 cittadini italiani residenti in altri paesi. In Italia ha votato il 58,56 per cento degli aventi diritto, ovvero 26.909.591 cittadini italiani. In pratica il 12 per cento dei cittadini italiani che vivono all’estero ha contribuito al 5 per cento del totale dei voti espressi.
Tenuto conto che nella consultazione referendaria del 2025 hanno votato circa 1,1 milioni di cittadini italiani residenti all’estero, si può dire che la “sorpresa positiva” è stata registrata anche oltreconfine, seppure in maniera ovviamente più ridotta non vivendo il clima di confronto politico che si è vissuto in patria. Relativamente più ridotta perché il 20,74 per cento registrato nella consultazione del 2025 era trainato dal quesito sulla cittadinanza, molto coinvolgente per gran parte degli emigrati italiani. Ritengo, da valutazioni spannometriche personali, che la maggiore partecipazione sia dovuta soprattutto alle giovani generazioni migrate nell’ultimo decennio, piuttosto che alla vecchia emigrazione.
Inoltre, occorre sempre tenere conto che le anagrafi Aire (la sigla sta per Anagrafe degli italiani residenti all’estero) sono poco aggiornate e che i plichi non consegnati agli aventi diritto sono molto numerosi (in alcune realtà raggiungono il 10 per cento). Aggiunti alle schede nulle, sono un bel numero di cui occorre tenere conto.
- L’esito del voto è stato, viceversa, deludente: il SI ha ottenuto il 56,34 per cento e il NO si è fermato al 43,66.
Si potrebbe dire che l’affluenza al voto costituisce una sorpresa positiva ma l’esito del medesimo rappresenta una sorpresa negativa.
Ripartizioni Voti validi % SI NO
Europa 740.776 25,45 43,76 56,24
America Meridionale 552.142 30,50 72,86 27,14
America Nord e Centro 99.278 20,60 57,64 42,36
Asia, Africa Oceania 54.086 19,50 53,02 46,98
Se il dato numerico dell’affluenza frantuma in positivo l’ipotesi dello “zoccolo duro” del voto all’estero che avevo delineato nel 2025, i dati sull’esito del voto contraddicono la regola secondo cui il voto all’estero è “sempre” più a sinistra di quello nazionale, regola confermata solo nella ripartizione Europa, grazie alle particolari performances rilevate nel Regno Unito, in Francia, in Austria, nei Paesi Bassi e in Belgio, per citare solo alcuni paesi.
Analisi specifiche dovranno essere dedicate alle ripartizioni “americane”, la cui “anomalia” evidenzia un problema politico di cui mi sfuggono i determinanti.
In ogni caso, una correlazione tra il dato dell’affluenza al voto e la preferenza espressa non si registra all’estero.
- Ripartizione Europa
Nel 2025 la partecipazione era stata inferiore al 18 per cento e in questa consultazione ha superato il 25, sull’onda del fenomeno nazionale. In ogni caso anche in Europa non sembra potersi registrare una correlazione tra partecipazione e scelta politica. Il Belgio, per esempio, con una bassa partecipazione al voto ha espresso una maggioranza notevole per il NO; la Svizzera e la Spagna registrano una partecipazione elevata ma minore propensione per il NO; Austria, Paesi Bassi e Regno Unito segnalano elevato afflusso al voto e prevalenza nettissima per il NO.
- Germania
La partecipazione al voto è passata dal 14,90 per cento del 2025 al 22,32 del 2026, con un aumento in linea con quello europeo; questa costante di “minor partecipazione” deve costituire un problema politico per tutti, anche in considerazione del fatto che 1/3 degli elettori europei risiedono in Germania e Belgio, paesi accomunati da questa bassa e strutturale partecipazione al voto.
Non disponiamo di dati disaggregati neppure per circoscrizione consolare e ci è impedito qualsiasi ulteriore approfondimento. Si può solo dire che i votanti sono aumentati di poco più di 50.000 unità e che il risultato è stato del tutto simile a quello italiano. Il NO ha avuto il 53,65 per cento e il SI il 45,35.
La “costante tedesca” che credevo di aver intravisto nello storico delle consultazioni referendarie (affluenza quasi sempre al 50 per cento di quella italiana e del 4-5 per cento inferiore al voto estero) è stata in parte smentita, in quanto la partecipazione ha raggiunto meno del 40 per cento di quella italiana, mentre il rapporto con l’estero è confermato da un -4.
Per chiudere, rinviandovi ad Eligendo, e invitandovi a voler dire la vostra su quanto detto sopra, che è frutto di valutazioni esclusivamente personali, direi che il Coordinamento Tedesco, in questa consultazione, ha avuto un ridotto funzionamento collettivo mentre sono state molto efficienti e numerose le iniziative diffuse, sia dei Comitati sia dei singoli soggetti promotori. Teniamone conto per il futuro.
Alla luce dell’esito positivo della campagna referendaria, possiamo restare moderatamente ottimisti sulla possibilità di rafforzare ed estendere la rete del Coordinamento tedesco, dei Comitati Territoriali, in vista delle future battaglie politiche e sociali che sicuramente ci attendono.
Credo che meritino un grande ringraziamento tutti coloro che in tutti questi mesi hanno dato il loro contributo a una battaglia non facile, permettendo di ottenere un risultato politico tutt’altro che scontato, e restituendo rinnovata centralità politica alla Costituzione Repubblicana, che merita, oggi più di ieri, di essere attuata e non vilipesa, come la destra italiana ed europea vorrebbero fare.
Un abbraccio fraterno
Franco Di Giangirolamo
Segr. Tecnica Coordinamento Tedesco per il NO al referendum Costituzionale
Berlino, 24.3.2026

